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Lo psicologo in reparto
“I pazienti che approdano in questo Reparto –- spiega il nostro presidente - sono spesso infatti portatori di patologie malformative complesse, talvolta diagnosticate già in fase prenatale. Ai genitori è assolutamente necessario un supporto psicologico per migliorare l’accettazione e la gestione della malattia.
In quei momenti la famiglia è catapultata in un mondo in cui non avrebbe mai voluto né immaginato essere e che, per ovvie ragioni, non sa gestire”.
La figura dello psicologo è stata fortemente voluta dall’Associazione, costituita da genitori che per in prima persona hanno provato il dolore ed il disagio per la malattia dei propri figli, ma non solo. Anche il dott. Jürgen Schleef, capo del Dipartimento di Chirurgia, ha evidenziato “che lo psicologo era molto atteso da tutte le discipline che fanno parte del Dipartimento Chirurgico. L’approccio diagnostico e chirurgico che il Dipartimento offre – continua Schleef - potrà trovare finalmente un indispensabile supporto, a completamento della cura, che è sempre più multidisciplinare, pensata e formulata per il singolo paziente”.
La dottoressa Giuliani, che operava già da qualche tempo come volontaria presso i reparti di Neonatologia e Chirurgia del “Burlo”, racconta di aver condiviso pienamente i propositi ed i principi di A.B.C., giungendo a costruire insieme un progetto “che nasce anche dalla lunga esperienza di lavoro fatto nella scuola con bambini in difficoltà e i loro genitori. Infatti – dice la Giuliani - ho potuto verificare come psicologa e psicoterapeuta dell'età evolutiva, che il dolore legato al trauma per l'annuncio di una patologia su cui intervenire chirurgicamente è ancora molto presente nei genitori, nella famiglia e nel bambino stesso anche dopo molti anni”.
Il sostegno psicologico ha inizio dalla diagnosi di malformazione o nel momento immediatamente successivo e continua quando la mamma viene ricoverata per il parto, continua poi nel reparto di Neonatologia e naturalmente in quello di Chirurgia. “Credo – conclude la dottoressa Giuliani - che una delle caratteristiche rilevanti di questo progetto sia proprio quella di oltrepassare le porte dei corridoi dei vari reparti e di seguire il bambino e i genitori durante tutto il loro percorso.”
Trieste, 13 aprile 2006