News  
     
 

Archivio News

2018

2017

2016

2015

2014

2013

2012

2011

2010

2009

2008

2007

2006



 
08/06/2018 | FACCIAMO CHE TU ERI IL COMANDANTE...

INVERTIRE I RUOLI ATTRAVERSO IL GIOCO: L’AIUTO IMPORTANTE DELLA PSICOLOGA

Di Rosella Giuliani- Psicologa e Psicoterapeuta dell’Età Evolutiva di A.B.C.

Ogni bambino gioca e, se sta bene, cerca un modo per riuscire a giocare in ogni momento della sua giornata.

I bambini possono usare giocattoli molto sofisticati e tecnologici, oppure oggetti insospettabili che diventano, attraverso la loro fantasia, protagonisti delle loro avventure.


Durante la crescita il bambino impara a conoscere il mondo che lo circonda, sperimentando la realtà e controllando i propri sentimenti con le risorse che possiede. Mentre manipola ciò che è intorno a sé, costruisce e organizza una sua storia del tutto personale e a volte privata. Alcune storie che i bambini inventano e giocano vengono comprese dagli adulti, mentre altre sono ricche di elementi e sfumature a volte incomprensibili. Attraverso un gioco, il bambino può «mettere in scena» e rappresentare una situazione così come l’immagina o come l’ha vissuta; a volte modifica anche alcuni elementi della realtà per riuscire ad affrontare un evento preoccupante e che lo spaventa in quel momento. Il gioco può anche costituire un veicolo utile per attraversare situazioni difficili, in quanto permette di entrare in contatto con i propri sentimenti e di sperimentarli da più punti di vista. Nel reparto di chirurgia purtroppo i bambini, prima o poi, devono far fronte a procedure più o meno invasive e sopportare piccoli e/o grandi dolori fisici; i genitori, gli infermieri e i medici cercano costantemente strategie per aiutare i piccoli a sostenere questi momenti complicati. Spesso offro in prestito ai bambini ricoverati la valigetta del dottore, con cui giocare e rappresentare la realtà del momento. Quando propongo questo giocattolo vedo sul viso di molti genitori un’espressione di sorpresa, come se volessero dirmi: «Ancora?! Non basta quello che il bambino sta sopportando?»; rassicuro i genitori che se il loro bambino ha la possibilità di rappresentare ciò che vive curando la bambola o il peluche, forse sarà un po’ più facile per lui «digerire» il periodo più o meno pesante. Di solito sono d’accordo e alla fine aggiungono che non ci avevano pensato, ma che sarebbe una buona idea. Molte volte anche gli operatori del reparto mi coinvolgono in prelievi e medicazioni con bambini e ragazzi che non riescono a sostenere la paura del dolore. Con i bambini di solito invento una storia dove loro diventano i comandanti e l’operatore colui che deve obbedire agli ordini. Di solito funziona! Ultimamente l’infermiera Mascia mi ha detto che questo «trucco» lo usa anche lei, e che fa miracoli! Pochi giorni fa, la dottoressa dell’ortopedia mi ha chiamato in sala gessi poiché non riuscivano a togliere il gesso dal braccio di un bambino. Arrivata nella stanza, ho trovato un bambino di dieci anni in lacrime in compagnia dei suoi genitori; aveva perso il controllo della sua paura e piangeva senza riuscire neanche a parlare. Ho proposto il gioco del comandante poiché non ho ancora trovato quella bacchetta magica che da nove anni, da quando sono in chirurgia, tanto mi piacerebbe avere per evitare dolore e paura ai bambini. Rassicurando il bambino che il dottore avrebbe azionato la sega solo al suo comando e che si sarebbe fermato al suo stop, finalmente si è fatto togliere il bellissimo gesso!





..torna alla lista news ›
 
     
  Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo - onlus - Cod. Fiscale 01084150323   Credit: Altamira / Agora Web