news
Rotaract per A.B.C.
Finanziata una parte del progetto di ricrca sul metodo "Raman"
La chirurgia pediatrica costituisce una disciplina chirurgica completamente
dedita al bambino: un paziente “speciale” perché in continuo divenire, neonato
di oggi ed adulto di domani. Questa giovane specializzazione ha saputo sintetizzare,
nel corso degli ultimi anni, il suo ruolo di custode del “divenire” del
bambino. La terapia é stata pensata ed adattata al singolo soggetto e ad
ogni epoca della sua vita, nel pieno rispetto dello sviluppo fisiologico
e della crescita fisica del singolo paziente.In questi ultimi decenni la
ricerca clinica in campo pediatrico ha spinto alla ideazione di una strumentazione
molto sofisticata con l’intento di trasformare l’aggressività del gesto
chirurgico in una terapia meno invasiva, e fare della chirurgia pediatrica
una chirurgia ricostruttiva e non demolitiva. Sono stati ideati
in questo modo strumenti sottilissimi, da 1-2-3 mm, attraverso i quali si
può introdurre una telecamera ed operare all’interno della cavità toracica
ed addominale. La terapia é divenuta talmente mini invasiva che ora é possibile
introdursi cautamente anche all’interno dell’utero materno per correggere
alcune malformazioni fetali, altrimenti incompatibili con la vita del nascituro.
Questo nuovo approccio metodologico ha modificato completamente la gestione
del bambino malato riducendo l’estensione delle cicatrici chirurgiche, il
dolore post operatorio, i tempi del ricovero. Ne é emersa, soprattutto,
in questi ultimi anni, una presa in carico chirurgica globale del paziente
con cura precoce del dolore, intesa come sua prevenzione, maggior attenzione
alle cicatrici che ora vengono fatte in modo estetico con suture riassorbibili.
Insomma, il chirurgo del bambino é sempre più il medico che, pur
proponendo una terapia invasiva, si prende cura dell’aspetto estetico del
bambino e dell’immagine che il paziente ha di se stesso, sa limitare i tempi
di ospedalizzazione conciliando le fasi della diagnosi con quelli della
terapia, sa prendere in carico il suo paziente ancor prima della nascita
per poi accompagnarlo all’età adolescenziale.
I campi di intervento sono:la patologia malformativa del feto e del neonato, che spesso richiedono una terapia iterativa anche in epoche successive; la patologia tumorale addominale e toracica, quella infiammatoria e traumatica del bambino più grande. La vastità delle competenze che includono il periodo prenatale e si spingono fino all’adolescenza, richiede un adattamento diagnostico e terapeutico per ogni patologia e per ogni specifica fase della crescita in cui i tessuti sono in rapido divenire e trasformazione.La necessità di integrare la ricerca con l’applicazione clinica diventa indispensabile per una più adeguata assistenza al piccolo paziente che é anche garanzia di migliore qualità di vita.
L’obiettivo fortemente perseguito dall’equipe chirurgica del Burlo e da A.B.C. é quello di trasportare la complessa ricerca tecnologica dal laboratorio alla pratica clinica. Il riscontro pratico é, ad esempio, quello di poter fare diagnosi e terapia nella medesima seduta operatoria, di poter disporre di strumenti che, in tempi brevi ed in maniera non invasiva, possano portare alla distinzione del tessuto sano da quello malato limitando al massimo l’area di demolizione chirurgica e rispettando nel contempo i tessuti ancora in corso di sviluppo.
Il progetto di ricerca: Il progetto in corso é una valutazione dell’applicazione della metodica Raman in chirurgia pediatrica.
Il Raman é una metodologia che si basa sul presupposto che tutta la materia
vibra. La conoscenza della vibrazione della materia é importante per comprendere
come atomi e molecole sono tra loro organizzati in aggregati più grandi
(proteine e lipidi...). Questa metodica offre un “imaging molecolare”
non invasivo ed immediato attraverso il quale é possibile ottenere informazioni
sulla composizione chimica del tessuto e dei suoi costituenti identificandone,
allo stesso tempo, le possibili variazioni patologiche. In questo
modo possono essere rilevate le bande che definiscono la presenza delle
proteine, dei lipidi e dei nucleotidi. Questi costituenti sono presenti
in percentule variabile per ogni tipo di tessuto biologico (esempio apparato
intestinale, respiratorio, neurologico...). Inoltre, all’interno di un medesimo
distretto, il reperimento di una differente percentuale dei costituenti
il tessuto può deporre per una variazione patologia. Questa proprietà apre
ad un numero incredibile di possibilità di applicazione in biomedicina e
biologia cellulare. Conosciuta già in molti settori della scienza medica
e farmacologica di altre discipline mediche del paziente adulto, la spettroscopia
non é per nulla nota nell’età pediatrica. L’ideazione di questo progetto
è ora realtà grazie all’istituzione di un’equipe di ricercatori che coinvolge
dottorandi appartenenti al Centro di eccellenza per i nanomateriali dell’Università
di Trieste, chirurghi del Dipartimento Chirurgico del Burlo, docenti del
dottorato di ricerca in nanotecnologie e della facoltà di Ingegneria dell’Università
di Trieste.